SCORFANO (Scorpaena) (foto Massimo Ponti)

SCORFANO(Scorpaena ) (foto Massimo Ponti)

Quello che si vede nella foto è uno scorfano, genere Scorpena. A quale specie appartiene non è così facile da determinare. Nelle Tegnùe di Chioggia sono presenti 3 specie: lo Scorfano rosso (Scorpaena scrofa), lo Scorfano nero (Scorpaena porcus) e lo Scorfanotto (Scorpaena notata). Come si distinguono tra loro queste? La colorazione è la prima caratteristica che salta all’occhio, ma è certamente fuorviante, dato che da un lato vi è una grande variabilità tra individui della stessa specie e dall’altro va considerato che alla profondità nella quale solitamente si incontrano gli scorfani, soprattutto nelle acque poco trasparenti tipiche dell’Alto Adriatico, tutto appare di un colore che varia tra il marrone e il nero; solo grazie ad una buona fonte di luce artificiale, anch’essa variabile a seconda della marca e del modello, è possibile apprezzare le livree degli organismi marini. Ma certamente, per tutte queste motivazioni, la colorazione non può essere ritenuta un carattere distintivo.

Quindi cosa fare per distinguere le specie tra loro? Nel caso degli scorfani bisogna prestare attenzione alla forma del capo e, in particolare, alle appendici cutanee che lo ricoprono.

E’ necessario, perciò, durante l’immersione avvicinarsi abbastanza all’individuo, evitando movimenti bruschi. Questo è possibile, poiché, essendo una specie bentonica che utilizza il mimetismo come tecnica di difesa e/o di caccia, tende a rimanere immobile sul fondo.

Una volta avvicinatisi, bisogna osservare la parte frontale del capo vicina alla bocca: 1- se sono presenti delle appendici cutanee sotto la bocca, si tratta certamente di uno scorfano rosso; 2- se la mascella è liscia, bisogna osservare la parte superiore del capo: se sono presenti numerose appendici, di grandi dimensioni e spesso ramificate, allora si tratta di uno scorfano nero; 3- se le appendici presenti nella parte superiore del capo sono poche e corte, allora si tratta di uno scorfanotto

Con le indicazioni appena descritte è possibile comprendere a quale specie appartiene l’esemplare fotografato: è uno scorfano rosso.

Questa è la specie, tra le 3, che può raggiungere le dimensioni maggiori.

Per chi si imbatte in questi esemplari sia sott’acqua sia al banco dei pesci, è necessario ricordare la ‘pericolosa’ particolarità che li  riguarda: tutti gli scorfani sono dotati di spine velenose, presenti nella pinna dorsale e negli opercoli branchiali. Le punture possono essere molto dolorose: il veleno viene iniettato dopo aver toccato le spine sia se l’individuo è vivo sia se l’individuo è morto.

Nel caso in cui capitasse di ‘toccare’ le spine, poiché il veleno prodotto da questi pesci è termolabile, cioè viene dissipato con il calore, si consiglia ai malcapitati di immergere la parte colpita in acqua molto calda.