ROMBO PELOSO (Zeugopterus regius) (foto Diving Tegnue)

ROMBO PELOSO (Zeugopterus regius ) (foto Diving Tegnue)

Nelle Tegnùe di Chioggia è spesso possibile incontrare il Rombo peloso. Questa specie, a differenza degli altri pesci piatti, come altri rombi, sogliole e passere, vive proprio sui fondali rocciosi dove si àncora al fondo attraverso una sorta di effetto ventosa. Il suo corpo è ricoperto di escrescenze (da qui il nome) e presenta una colorazione estremamente mimetica, il che lo rende molto difficile da scorgere. Quando si parla di pesci piatti non si può non parlare dell’incredibile metamorfosi a cui vanno incontro durante la crescita: essi passano da una forma larvale con il corpo molto simile a quello dei pesci “normali” ad una forma adulta nella quale hanno perso la simmetria corporea e vivono appoggiati di lato sul fondale marino. Durante questa metamorfosi l’occhio destro migra e passa sul lato sinistro della testa (nelle sogliole e nelle passere invece è l’occhio sinistro a migrare) e la bocca ruota in senso orario.

Fino a pochi anni fa questi pesci rappresentavano un mistero dal punto di vista evolutivo. Secondo la teoria di Darwin, infatti, l’evoluzione delle specie avviene perché in natura vengono favoriti gli individui che hanno caratteristiche tali da essere meglio adattati all’ambiente e alle condizioni in cui vivono. Quando nasce un individuo che ha una caratteristica leggermente diversa, ad esempio le pinne più lunghe, se questa gli conferisce un vantaggio, allora potrà vivere di più e fare più figli, trasmettendo alla prole la nuova caratteristica, che permetterà loro di essere più avvantaggiati rispetto agli altri e così via. Con il passare delle generazioni e ulteriori cambiamenti si arriva, quindi, alla comparsa di una nuova specie.

Nel caso dei pesci piatti è chiaro che per vivere sdraiato di lato sul fondo è decisamente conveniente avere entrambi gli occhi sullo stesso lato della testa, altrimenti uno dei due sarebbe rivolto verso il fondo e di fatto inutile. Ma come questa forma si è evoluta? Secondo Darwin l’evoluzione avviene per piccoli passi; ciò implica che, se la teoria darwiniana si avvicina al vero, devono essere esistite forme di queste specie che presentavano caratteristiche intermedie tra i pesci normali e quelli piatti (ad esempio gli occhi non simmetrici, ma non ancora entrambi sullo stesso lato). Le domande che, quindi, sorgono spontanee sono: 1- se sono veramente esistite tali forme intermedie, quale potrebbe essere stato il vantaggio della loro esistenza rispetto alle altre specie? 2- come potevano sopravvivere delle specie che non erano ancora adatte alla vita sul fondo, ma che avevano già perso la simmetria, caratteristica fondamentale per sopravvivere nelle acque libere?

Il non riuscire a rispondere a queste domande è stato usato dai creazionisti (coloro i quali ritengono che non sia esistita l’evoluzione ma che tutte le forme di vita che conosciamo siano state create da Dio così come le vediamo oggi senza essere mai cambiate) e da coloro che ipotizzano che l’evoluzione avviene per grossi salti (le specie nuove nascono molto velocemente e non gradualmente) proprio per affermare che la teoria evolutiva fosse falsa.

Tale questione è rimasta irrisolta fino a poco tempo fa.

Recentemente in Italia (a Bolca) sono stati scoperti, da un giovane studente americano, dei fossili di pesci, risalenti a circa 40-50 milioni di anni fa, che mostrano proprio le caratteristiche delle forme intermedie tra pesci ‘normali’ e pesci ‘piatti’ che confermerebbero le ipotesi di Darwin. Queste specie, in particolare del genere Heteronectes, presentano l’occhio sinistro in posizione normale, mentre quello destro è molto più in alto, quasi sulla fronte. Secondo lo scopritore questa specie trascorreva una parte del tempo appoggiata sul fondo, come il rombo della foto, ma con la testa un po’ sollevata. In questo modo con l’occhio destro, quello posizionato sulla fronte, poteva cercare le prede, mentre con il sinistro controllava che non giungessero predatori.

In questo caso si può così affermare che effettivamente l’evoluzione degli attuali pesci piatti abbia attraversato forme intermedie e che queste fossero realmente avvantaggiate nella competizione con le altre specie, confermando la teoria darwiniana.