Perché le Tegnùe sono un ambiente così importante? Cosa hanno di speciale queste scogliere sommerse da richiedere le attenzioni delle pubbliche amministrazioni, dei turisti, dei subacquei e da meritare di essere protette? Non è semplice spiegarlo ad una persona che non hai mai conosciuto e visitato questo straordinario ambiente presente a poche miglia al largo dalla città di Chioggia. Forse il modo di spiegare cosa sono realmente le Tegnùe a chi non mai avuto la fortuna di vederle con i propri occhi è quello di paragonarle ad un’oasi nel deserto o ad un’isola tropicale nel mezzo di uno sterminato oceano. Immaginando di muoversi in un ambiente piatto, monotono, sempre uguale e con poche e semplici forme di vita, all’improvviso ci si trova dinnanzi ad alcune conformazioni rocciose di svariate dimensioni che emergono dal piatto fondale, ricche di animali e vegetali dalle forme e dai colori più diversi.  Ciò che appare è quindi una vera e propria oasi di vita emersa dal nulla. Questi sono i sentimenti e le sensazioni che prova chiunque visiti in immersione le Tegnùe per la prima volta.

Banco di merluzzetti (Trisopterus minutus) mentre nuotano sopra un tipico scorcio del fondale delle Tegnùe (foto di Massimo Ponti

Banco di merluzzetti (Trisopterus minutus ) mentre nuotano sopra un tipico scorcio del fondale delle Tegnùe (foto di Massimo Ponti)

Ciò che infatti più stupisce delle Tegnùe è il netto contrasto che esiste tra queste incredibili strutture rocciose e l’ambiente circostante. La parte più settentrionale del Mar Adriatico è infatti caratterizzata da fondali piatti in cui le forme di vita prevalenti sono animali invertebrati che vivono scavando e infossandosi nella sabbia e nel fango che costituiscono il tipico fondale; le Tegnùe, al contrario, offrono un’elevatissima ricchezza e biodiversità che si possono definire uniche in questo mare. Scendendo in immersione e avvicinandosi alla sommità delle Tegnùe si incontra lungo la discesa, già dai primi metri sotto la superficie, una miriade di pesci che vivono nella colonna d’acqua, in particolare sugharelli, zerri, boghe e occhiate. I più fortunati potrebbero anche imbattersi in qualche esemplare di ricciola o palamita o, in casi rari ma documentati, anche nell’aquila di mare.

Banco di Boghe (Boop boops) (foto di Massimo Ponti)

Banco di Boghe (Boop boops ) (foto di Massimo Ponti)

Una volta giunti sulla sommità delle rocce, il primo sentimento che solitamente domina il visitatore è lo stupore di trovarsi di fronte ad uno spettacolo davvero sorprendente e nuovo per chi è abituato ai fondali dell’alto Adriatico; quello che infatti maggiormente colpisce è la straordinaria ricchezza e varietà della vita che ricopre tutta la roccia che forma il fondale: spugne, ascidie, coralli e anemoni che ‘lottano’ tra loro per trovare spazio, crescendo gli uni sugli altri ricoprendo ogni centimetro del fondale.

Banco di Merluzzetti(Trisopterus minutus) fotografati durante un'immersione notturna (foto di Massimo Ponti)

Banco di Merluzzetti (Trisopterus minutus ) fotografati durante un’immersione notturna (foto di Massimo Ponti)

E sopra di essi in continuo movimento molti pesci che nuotano in cerca di cibo o protezione: merluzzetti, castagnole, saraghi e serranidi, ma anche triglie, tordi e infine le corvine, uno degli incontri più affascinanti che questo ambiente può facilmente regalare. Inoltre, nascosti tra le spugne e i coralli e nei molti anfratti presenti, si possono intravvedere gronghi, astici e molti pesci mimetici come ghiozzi, bavose e scorfani.

Bavosa cornuta (Parablennius tentacularis) - maschio (foto di Giovanni Vio - IMMAGIWEB)

Bavosa cornuta (Parablennius tentacularis ) – maschio (foto di Giovanni Vio – IMMAGIWEB)

Le Tegnùe sono tutto questo: un ambiente spettacolare che si distingue nettamente da tutto ciò che lo circonda. Proprio la loro caratteristica fondamentale, quella cioè di essere un ambiente roccioso, il cosiddetto substrato ‘duro’, in un fondale altrimenti sabbioso e fangoso, substrato ‘mobile’, è il motivo per cui attorno e sulle Tegnùe si è sviluppata una comunità di organismi tanto particolare. In esse infatti sono potute crescere le tante specie di animali invertebrati, quali spugne, coralli, anemoni, ascidie e spirografi, che necessitano di una base solida su cui ancorarsi. Questa esplosione di vita richiama moltissime specie di pesci, crostacei e molluschi, attirati dalla possibilità di trovare non solo nutrimento, ma anche protezione per se’ e per la propria prole: la particolare conformazione delle Tegnùe, ricca di cavità, grotte e piccole spaccature, e la presenza stessa degli organismi che vi vivono attaccati, creano moltissimi nascondigli e tane che possono essere usate da diversi animali. Le Tegnùe quindi, oltre ad essere un ambiente incredibilmente ricco e vario con una comunità di invertebrati molto diversa da quella che abita le zone circostanti, rappresentano anche un punto di aggregazione di molte specie che abitano il mare nostrum. Questo incredibile ambiente è in grado da solo di rappresentare un ottimo motivo per immergersi, anche solo virtualmente, nelle acque al largo di Chioggia. Tuttavia, se tutto questo non dovesse bastare, sono presenti alcuni organismi la cui bellezza e grazia non possono che aumentare l’interesse di ciascun visitatore e rendere la visita delle Tegnùe un’occasione davvero irrinunciabile. Ecco le specie che potranno rendere ogni immersione davvero unica:

spirografo 2 Giovanni Vio

Spirografo (Sabella spallanzanii ) (foto Giovanni Vio-IMMAGIWEB)

GRONGO (Conger conger)

GRONGO (Conger conger)

ASTICE (Homarus gammarus)

ASTICE (Homarus gammarus)

CORVINA (Sciaena umbra)

CORVINA (Sciaena umbra)