POLPO (Octopus vulgaris) (foto Diving Tegnue)

POLPO (Octopus vulgaris ) (foto Diving Tegnue)

Il Polpo (Octupus vulgaris) è uno dei molluschi più noti, anche per la qualità delle carni, e spesso viene erroneamente chiamato ‘polipo’. È bene però ricordare che i polipi propriamente detti sono gli cnidari (in particolare il termine si riferisce ad uno stadio vitale, la forma sessile, come gli anemoni o i coralli). Il polpo è noto anche per la sua estrema intelligenza. Molti probabilmente avranno visto documentari o filmati in cui un polpo riesce ad aprire in pochi secondi un barattolo per prendere il cibo all’interno, o avranno sentito parlare delle sue capacità escapologiche degne di Huodini. Esistono numerosi studi ed esperimenti che hanno dimostrato la capacità intellettiva del polpo, soprattutto la sua attitudine ad imparare e usare gli insegnamenti di esperienze passate per risolvere nuovi problemi o a risolverli solamente osservando un altro polpo. In un celebre esperimento è stato posto un polpo di fronte a due palline colorate (blu e rossa) che avrebbe dovuto lanciare; se avesse tirato la pallina blu avrebbe ricevuto un premio, se avesse tirato quella rossa avrebbe ricevuto una piccola scossa. Dopo alcuni tentativi, il polpo ha capito quale pallina tirare per ricevere il premio e non si è più avvicinato all’altra (pallina rossa). A tale prova di intelligenza e di apprendimento è stato affiancato un altro esperimento: nella vasca accanto era presente un secondo polpo, che ha ‘osservato’ tutta la dinamica della scelta delle palline. Quando anche il secondo polpo è stato messo di fronte alla preferenza tra le due palline, questo ha immediatamente scelto la pallina blu, evitando accuratamente quella rossa. Questa capacità di apprendere dagli altri è una caratteristica dimostrata solamente per pochissime specie animali e fa ritenere il polpo uno dei 10 animali più intelligenti al mondo. Purtroppo nel caso del polpo questa capacità di apprendere e fare proprie le esperienze passate per risolvere nuovi problemi è limitata da una caratteristica biologica che lo caratterizza: la brevità della sua vita. Il polpo infatti non vive in media più di 1 o 2 anni, conseguentemente non ha la possibilità di accumulare un bagaglio di conoscenze come quello di altri organismi. La maggior parte dei polpi, infatti,  muore dopo la riproduzione e solo in condizioni di cattività riesce a vivere fino ai 3 anni. Le femmine, dopo aver deposto le uova (di solito in un anfratto o caverna) rimangono a vegliare sulla futura prole fino alla schiusa; durante questo periodo, che per le specie dei nostri mari dura circa 5-7 settimane, la madre non si sposta mai, non si nutre e arriva a perdere sino ad un terzo del proprio peso; alla fine di questo periodo la femmina si ritrova così debilitata da morire o divenire facile preda di altri organismi. Al maschio non è riservata una sorte migliore, in quanto spende tutte le sue energie per trovare, corteggiare e accoppiarsi con la femmina e proteggere il territorio da eventuali altri maschi.