Grazie al posizionamento delle boe di segnalazione, è iniziata la stagione di immersioni sull’Area delle Tegnùe. Non potevamo farci scappare questa opportunità.

Meticolosamente abbiamo preparato l’attrezzatura subacquea per un “tuffo”: muta stagna, rill, torce ed ovviamente lo scafandro con la macchina fotografica.

Arrivati sul punto di immersione, la temperatura in superficie dell’acqua era di 16 gradi, ottima, del resto siamo alla fine di maggio.

La Tegnùa OT05 – Hotel Le Tegnue era sotto di noi.

Siamo scesi lungo la cima della boa sino al corpo morto.

Lungo la cima la visibilità non era eccellente ma giunti in prossimità del corpo morto, come per magia, la Tegnùa si “aperta” davanti a noi. Alla profondità di 22 metri la temperatura dell’acqua era scesa a soli 13 gradi.

Agganciato il rill al corpo morto siamo partiti in direzione della Tegnùa.

Per alcuni dei miei compagni di immersione, nonostante fossero tutti certificati P2 (secondo livello CMAS) era la prima volta sul sito delle Tegnùe, da tempo raccontavo loro come esse siano il “REEF” di Chioggia, uno scrigno magico tra le acque dell’Adriatico.

Ed ecco che il sipario si alza: bavosa cornuta, liocarnicius corrugatus, corvine, parazoanthus axinelle, flabelline. Attori di un palcoscenico unico.

Le torce fanno esplodere i colori, la macchina fotografica fatica a catturarle tutte.

Ma per questa prima giornata ci basta, la stagione è appena iniziata, altre immersioni ci aspettano in questo stupendo angolo di mare.

Filippo Marangoni, Istruttore Subacqueo

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