Per studiare la fauna ittica di un determinato ambiente esistono essenzialmente due approcci: raccolta dati tramite pescate sperimentali o con metodologie non distruttive, che non prevedano la rimozione degli organismi dall’ambiente. I censimenti visuali, anche noti come visual census, fanno parte di questa seconda categoria ed hanno anche altri vantaggi: possono essere utilizzati in aree il cui fondale accidentato impedisca l’uso di reti (proprio come nel caso delle Tegnùe) e, non alterando in nessun modo né la fauna ittica né l’ambiente oggetto di studio, costituiscono il solo approccio utilizzabile all’interno di una riserva.
Il transetto è la tecnica visuale più utilizzata per il censimento della fauna ittica. Prevede di stendere un percorso lineare, di area nota, e di percorrerlo ad una velocità costante concentrandosi sulle specie ittiche (pesci). Durante il percorso, l’operatore addestrato identifica, conta e stima la grandezza di tutti i pesci che incontra.

transetto1Molti pesci di fondo, come scorfani, ghiozzi e bavose, sono mimetici o vivono in buchi ed anfratti e risultano, per questo motivo, particolarmente difficili da individuare. Per ottenere una stima più accurata sia dei pesci più mimetici, che di quelli più vistosi, è quindi opportuno dividere il campionamento in due passaggi: uno da percorrere lentamente (2-3 m/min), dedicato alla ricerca delle specie strettamente legate al fondale, e uno più rapido (8-10 m/min) in cui l’attenzione è rivolta alle specie più mobili e meno legate al fondo come castagnole, merluzzetti e saraghi. Utilizzando la sagola di riferimento e delle corde piombate si crea un corridoio lungo 10m e largo 60cm (per il passaggio lento), oppure 1,5m (per il passaggio veloce): quest’area standard funge da unità di misura per confrontare i transetti; in questo modo è possibile analizzare le differenze tra Tegnùe diverse.

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