EUDENDRIUM spp. (foto Massimo Ponti)

EUDENDRIUM spp. (foto Massimo Ponti)

Quello che a prima vista potrebbe sembrare un cespuglio secco ed emaciato è in realtà una colonia di Eudendrium, uno cnidario parente dei coralli. La colonia è costituita da individui dello stesso sesso tutti collegati tra loro e protetti esternamente da una guaina chitinosa (perisarco), costituita cioè da una sostanza, la chitina, che è anche quella che forma il guscio dei crostacei. Come tutti gli cnidari, sulla superficie dei tentacoli sono presenti delle cellule particolari, le cnidocisti (o nematocisti), che contengono una tossina e sono responsabili delle ben note bruciature causate dalle meduse. Queste cellule hanno una forma a botte e hanno una cavità interna nella quale è presente un filamento appuntito e ripiegato a spirale. Sulla superficie della cellula è invece presente un piccolo ciglio (cnidociglio), che funziona come un grilletto: una volta che una possibile preda (o anche un predatore) tocca l’animale stimola il grilletto che immediatamente attiva un meccanismo che fa rapidamente espellere il filamento. Questo quindi penetra nel corpo del mal capitato iniettando una tossina. Esistono molte differenze sia a livello delle tossine, sia della lunghezza e forma del filamento, e questo è il motivo per cui non tutti i coralli risultano pericolosi o urticanti per l’uomo. Fin qui tutto semplice, ma ci sono due caratteristiche che probabilmente pochi conoscono e che meritano di essere descritte. La prima è che tale meccanismo non è connesso con il sistema nervoso dell’animale ma viene attivato automaticamente con il contatto. Questo vuol dire che meduse o coralli non decidono di pungere e che questo meccanismo non muore con l’animale, cioè funziona anche se le meduse o i coralli sono privi di vita o ridotti in pezzi, per cui distruggere in mare le meduse allo scopo di evitare le ustioni è una azione totalmente vana (oltre che quantomeno moralmente opinabile). La seconda particolarità, quella più strabiliante, è la velocità con cui questo filamento viene eiettato: alcuni ricercatori hanno calcolato che il filamento impiega tra i 0,0000007 e i 0,0000014 secondi per fuoriuscire. E ancora più impressionante è l’accelerazione: può superare i 5.000.000 di g (5 milioni di g, cioè l’accelerazione di gravità!). Per avere una stima di tale grandezza, si può considerare che l’uomo, utilizzando la sua conoscenza e tecnologia,  è riuscito a costruire armi i cui proiettili subiscono un’accelerazione che varia tra i 1.000 e i 100.000 g, quindi almeno 50 volte inferiori rispetto a quello che la natura ha sviluppato diverse centinaia di milioni di anni fa. Questo movimento, al momento, è indubbiamente il movimento più rapido conosciuto in natura.

CNIDOCISTI

Struttura delle cnidocisti (da Hickman et al., 2008; mod)