Chioggia, 5 giugno 2017

Tegnùe: al via la stagione delle immersioni.

Dal 24 maggio del 2017 sono iniziate le operazioni per il riposizionamento delle Boe all’interno della Area delle Tegnùe al largo di Chioggia. Attualmente sono in essere 8 boe su 11 censite.

 

Le boe gialle, sulle quali è riportato il nome dei Club e delle Associazioni che hanno firmato la Convenzione per il controllo ed il ripristino dei percorsi sulle Tegnùe, sono indispensabili affinché possa iniziare la stagione delle immersioni vera e propria. Una ordinanza della Capitaneria di Porto, infatti,  vieta l’ancoraggio. E’ solo grazie alle boe di ormeggio che le imbarcazioni atte al trasporto dei subacquei, possono sostare in prossimità delle Tegnùe e permettere la discesa, dalla cima della boa sino al corpo morto posto sul fondo in prossimità del sito delle Tegnùe, di tutti coloro che vogliono scoprire le meraviglie sommerse di quest’Area Marina.

 

Una recente ricerca condotta dal CNR di Venezia in collaborazione con l’Università di Padova ha collocato la nascita delle Tegnùe a circa 7000 anni fa. Questa ricerca, di cui una parte è stata pubblicata sui principali quotidiani locali, ha sancito, ancora una volta, l’importanza di questo sito sia da un punto di vista biologico che subacqueo, ampliando la platea di tutti coloro che vogliono avvicinarsi a conoscere tale Area.

 

Dal 24 maggio, molti subacquei, grazie al sistema delle boe di segnalazione, hanno iniziato ad immergersi, scoprendo un luogo unico, vanto per la Città di Chioggia e per l’intera Regione Veneto.

 

Le Tegnùe vanno ad inserirsi in un più ampio progetto di rivalutazione del “Turismo Subacqueo” che mira a coagulare tutti i soggetti operanti sul territorio, quali i Diving, le Scuole Subacquee, le Associazioni ed i Club, le strutture ricettive, al fine di ampliare e migliorare la risposta ad una domanda, sempre maggiore, di turismo specifico. L’esempio è quello di replicare, migliorandolo, il modello di altre località dell’Alto Adriatico, sia italiane che straniere, che in anni di assiduo lavoro e promozione, hanno generato realtà in grado di soddisfare migliaia di richieste di immersione ogni anno.

 

Le Tegnùe sono una unicità di Chioggia. La particolare conformazione, il continuo variare delle condizioni marine, peculiarità del nostro Adriatico, le rendono un luogo ideale per condurre ricerche scientifiche, per immersioni oltre i 20 metri di profondità, paradiso dei fotografi subacquei specializzati nella tipologia macro, l’ideale “palestra” di tutti coloro che vogliono crescere nella propria formazione specifica, ampliandola con i brevetti come Nitrox, Muta Stagna, Visibilità Limitata, Assetto ed altre che,  sulle Tegnùe, più che in altri siti di immersione, trovano la possibilità di essere conseguite.

Molto è ancora da “costruire” per portare Chioggia e le Tegnùe ad essere alla pari di altri siti, da anni pubblicizzati, sponsorizzati dalle Didattiche e dall’Industria Subacquea, ma è dalle sfide che si creano le migliori opportunità.

 

Da alcuni anni è stato attivato un progetto di formazione subacquea all’interno di un Istituto Scolastico Superiore della Città Clodiense, i risultati sono stupefacenti. I ragazzi hanno risposto numerosi al desiderio di formare dei “subacquei consapevoli”, desiderosi di misurarsi con questa disciplina, ma allo stesso tempo consci che l’ambiente marino, ed in particolare quello delle Tegnùe, è fragile.

La sua fragilità deve diventare l’impegno di tutti nel preservarlo, ed è lavorando anche sui più giovani, che si può migliorare la sensibilità verso la tutela dell’ecosistema. Contemporaneamente si dovranno attivare un ventaglio di incontri e di seminari per coinvolgere la popolazione allo scopo di evidenziare come le Tegnùe siano un patrimonio di tutti, non esclusivo a chi pratica la subacquea. Un patrimonio che genera interesse scientifico, ricchezza e posti di lavoro all’indotto.

Oggi il turismo si sposta, velocemente, verso richieste più specifiche e selettive.

Chioggia, dato il suo radicato ed eccellente patrimonio ricettivo, grazie ad un litorale che per il 2017 ha ottenuto il riconoscimento di “Bandiera Blu”, soprattutto in funzione della Area Marina Protetta delle Tegnùe, deve misurarsi con questa nuova frontiera.

Nuove strategie dovranno essere approntate, quali ad esempio la formazione di Guide Subacquee specializzate per l’Area delle Tegnùe, guide in grado non solo di descrivere il sito ma, soprattutto, di accompagnare i subacquei. Si dovranno migliorare i rapporti tra i soggetti interessati all’Area e l’Amministrazione Comunale, migliorandoli da un punto di vista burocratico andando a creare una nuova Convenzione, che porti ad un contributo concreto, puntuale e costante di tutti.

La stagione delle immersioni è già iniziata, le Tegnùe stanno  regalando immagini meravigliose, stanno a tutti noi impegnarci affinché esse siano in continuo divenire.

(autore: Filippo Marangoni)