L’immersione è sicuramente il modo migliore per godere appieno delle meraviglie offerte dall’ambiente delle Tegnùe di Chioggia. Per aiutarci a preservare questo delicato ecosistema e garantire a tutti la possibilità di visitare questo incredibile mondo sommerso, si chiede a ciascun subacqueo di mantenere un comportamento ecologicamente corretto e rispettoso dell’ambiente. Essere un subacqueo responsabile verso la natura rappresenta infatti il primo passo per la protezione delle Tegnùe di Chioggia e più in generale del mare.

Di seguito trovate l’Articolo 6 estratto dall’ordinanza 33/09 della Capitaneria di Porto di Chioggia che regolamenta l’attività subacquea nell’area delle Tegnùe.

Articolo 6

Disciplina delle attività subacquee effettuate nelle aree ricadenti nel compartimento marittimo di Chioggia della zona di tutela biologica denominata “Tegnue di Chioggia” (istituita con decreto ministeriale 5 agosto 2002)

 1. Ai fini dell’attività subacquea ludico/diportistica o scientifica, la fruizione delle aree della Zona di Tutela Biologica denominata “Tegnue di Chioggia”, ricadenti nell’ambito di giurisdizione del Compartimento Marittimo di Venezia , è libera a condizione che tali attività siano compatibili con la tutela delle specie viventi in esse presenti e la conservazione dei fondali. Per la fruizione delle predette aree vanno osservate, in via temporanea e sperimentale, le prescrizioni di seguito dettate, oltre ai divieti ed a quanto già stabilito con Decreto del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali 5 agosto 2002 e 3 agosto 2006;

All’interno delle predette aree:

a) è vietato l’ancoraggio a qualunque unità;

b) le immersioni subacquee dovranno svolgersi secondo le prescrizioni contenute nella precedente Art. 1 (immersioni guidate con supporto di unità navali) o Art. 3 (attività subacquea svolta in forma privata), ovvero in caso di indagini a carattere scientifico, con le modalità prescritte nella precedente Art. 4 (immersioni aventi finalità scientifica);

c) le unità che raggiungono le predette aree, dovranno ormeggiarsi alle boe per non più di n. 2 (due) unità contemporaneamente per ogni boa ed, una volta ormeggiate, dovranno sostare con i motori spenti fino a quando vi sono subacquei in immersione;

d) l’ormeggio alle boe è consentito a chiunque, e non può protrarsi oltre il tempo necessario per lo svolgimento dell’immersione ed il rientro in barca di tutti i subacquei;

e) le unità in transito o che attendono di ormeggiare alla boe dovranno mantenersi ad una distanza di almeno 100 (cento) metri dalle boe e dai segnali indicanti attività subacquea in corso;

f) le immersioni nelle predette aree sono consentite partendo esclusivamente dalle boe di ormeggio;

Nelle aree sopra individuate è sempre vietato:

g) inquinare con immissione di qualsiasi genere di rifiuti;

h) danneggiare, rimuovere o asportare gli organismi marini e le rocce;

i) rimuovere o recare danno alle sagole guida che segnalano i percorsi di sicurezza, nonché alle eventuali attrezzature/strumenti di ricerca/sperimentazione presenti.

2. In via transitoria e sperimentale, la Capitaneria di Porto di Chioggia può valutare la concessione di deroghe ai divieti di ancoraggio e prelievo di organismi marini e rocce esclusivamente a favore di Enti di Ricerca e per le sole finalità di studio. Parimenti può valutare la concessione di deroghe al divieto di ancoraggio per consentire la manutenzione alle boe di ormeggio ed alla strumentazione scientifica sul fondo, nonchè per l’effettuazione di attività di documentazione video fotografica.